Si potrebbe pensare che per non essere colpiti da quelli che vengono definiti anche "bachi musicali", la prima regola da rispettare è - stare lontani dalla musica pop più banale - insomma dai cosiddetti tormentoni, che pure svelano le loro intenzioni ancora prima dell'ascolto (ed infatti hanno successo). Ma in realtà un tormentone può essere anche il ritornello di una filastrocca di Natale o un canto per bambini. Insomma, impossibile starne alla larga, meglio capire di cosa si tratta. Per studiare il fenomeno i due studiosi hanno fatto delle domande a 100 persone prese a caso nella sala d'aspetto della stazione dei treni di Reading. Risultato: tra il 97 e il 99% degli intervistati hanno provato il fenomeno: chi era stato "infettato" con la musica degli spot, chi con una sigla tv, chi con l'ultima canzone di successo.
Gli intervistati hanno parlato dei tentativi escogitati per scacciare la melodia invasiva dal cervello, più che altro basati sul darsi da fare in varie attività come lavoro, meditazione, movimento, sport... Tutte strategie, spiegano i ricercatori, destinate all'insuccesso. Non un gran problema visto che i bachi musicali se ne vanno da soli in genere dopo un paio di giorni.
Due giorni sono comunque un tempo molto maggiore rispetto a quello della nostra memoria uditiva, la memoria che consente di ripetere consapevolmente un brano precedentemente ascoltato. Il punto è proprio questo: i tormentoni vanno probabilmente a depositarsi nei meccanismi della memoria a lungo termine, per cui ogni tentativo di scacciarli dalla testa è inutile. Conclusione? Come per ogni pensiero ossessivo, meglio fare finta di niente: il baco musicale passerà da sè.
