MI - SI - DO#m - LA: per chi capisce qualcosa di musica queste sigle non dovrebbero rappresentare un problema. In effetti si tratta di un giro di accordi che a livello tecnico pratico è alla portata di qualsiasi persona dopo tre lezioni di chitarra. Da un punto di vista teorico si tratta poi di una cadenza di accordi molto basilare. Esiste poi un terzo livello che è quello che fa breccia nell'animo delle masse, ovvero quello emotivo.
Come è possibile che (come dimostra il video allegato) da 40 anni la gente ascolti, senza fare una piega, più o meno la stessa musica senza accorgersene, acquistando milioni di dischi tutti armonicamente uguali e mandando con grande entusiasmo al top della classifica artisti capaci di suonare sempre i soliti 4 accordi?
Abbiamo una ipotesi: l'uomo è un animale abitudinario, pronto ad accettare rituali ripetitivi che diano una parvenza di stabilità alla propria vita...
Tradotto in musica, questo "porto sicuro" a cui attraccare nella tempesta della quotidianeità, per i popoli anglosassoni ha questa formula: MI - SI - DO#m - LA. Certo in 40 anni possono cambiare le parole, le melodie (anche no) gli arrangiamenti e le sonorità, ma l'appiglio dei 4 accordi nell'immaginario della gente resta ben stabile, forte, solido, sicuro, immutabile nel tempo. Comunque è paradossale che in questa ricerca di "armonia interiore" l'uomo arrivi a negare proprio il significato di "armonia musicale", ovvero lo studio degli accordi.

