E' noto che Leonardo, oltre che pittore, scultore, architetto, ingegnere, anatomista, letterato, fu un appassionato musicista. Materia questa a cui ovviamente si dedicò non solo in qualità di esecutore, ma con l'ambizione di inventare nuovi strumenti. Tra tamburi meccanici, fiati e organetti, ci sono alcune sue opere passate alla storia: una stupefacente lira d'argento con la quale sembra si presentò a Ludovico il Moro; una Viola Organista, già ricostruita e suonata nel secolo scorso e per l'appunto la Claviviola, uno strumento talmente complesso che fino ad oggi non è mai stato costruito.
La Claviviola, strumento incredibile, per complessità e innovazione, ha una tastiera simile a quella degli organi e dei clavicembali, di poco successivi al tempo di Leonardo, ma ha il suono di uno strumento ad arco simile a quello di una viola. Grazie alla tastiera è possibile suonare contemporaneamente più note in intervalli molto ampi, come in un vero strumento polifonico. Quello realizzato dal liutaio Marco Minnozzi col suo collaboratore Pino Zampiga è un esemplare perfettamente funzionante.
Costruire la Claviviola non è stato facile, tante sono state le difficoltà che anche con le tecnologie attuali i due liutai hanno dovuto superare. Certamente troppe anche per lo stesso Leonardo e per i migliori costruttori rinascimentali di strumenti. Magari, se fossero riusciti a realizzarla, anche la storia della musica non sarebbe stata la stessa. Comunque, cinquecento anni dopo, la Claviviola è esposta in anteprima mondiale all'interno della mostra "Il Laboratorio di Leonardo", nel Castello di Vigevano, fino al 13 giugno 2010.
